La ricerca della felicità nel 2020: avvomarketing e propositi per l’anno nuovo.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Alla ricerca della felicità, sei certo che il 2020 sarà l’anno giusto, quello buono. Almeno questo è quello che ti auguri. Ma un nuovo decennio sta per iniziare e quindi… (?) 

Buon 2020: l’anno nuovo porta il botto!

La storia personale di ognuno di noi si ripete, periodicamente, con i suoi corsi e ricorsi, con i suoi alti e bassi.

E’ così che funziona e, tutto sommato, va bene così.

Periodicamente, la consapevolezza dei nostri limiti, il senso di inadeguatezza e la ricerca della felicità, ci spingono a modificare le nostre abitudini.

Tutti quanti, nessuno escluso, fuggiamo da ciò che ci fa male e cerchiamo una condizione migliore.

Il rimetterci costantemente in gioco è un’innata esigenza che risale alla notte dei tempi!

Alla ricerca della felicità. La lotta tra il bene e il male.

Che sia per migliorare la condizione di vita nostra e dei nostri cari o per esigenza personale, la ricerca della felicità ci pungola e allo stesso tempo ci mortifica costantemente

In questa affannosa ricerca, aneliamo il bene e scansiamo il male, barcamenandoci in un equilibrio mutevole e precario.

E così ogni anno, arriva immancabilmente il momento dei bilanci personali, occasione per valutare quanto di buono abbiamo fatto, fare il punto della situazione e avviare nuovi progetti.

In questo articolo, lascio memoria di alcune iniziative professionali, meglio definirli desideri, che mi prefiggo di avviare per il 2020. Affinché l’anno che sta per iniziare porti nuovi germogli.

La ricerca della felicità ci stimola e ci mortifica allo stesso tempo.

Buoni propositi per l’anno nuovo.

Ebbene sì: ognuno cerca il meglio per sé ed evita il male.

Questa affermazione, tanto vera quanto banale, nasconde una sacrosanta verità. Tutto è mutevole e in continuo divenire, al pari delle nostre esigenze e dei nostri desideri che cambiano e si evolvono insieme al mondo che ci circonda.

Per quanto sia naturale e fisiologico evolversi, accade spesso che la paura del cambiamento ci spinga a isolarci nel nostro piccolo mondo antico.

Costruiamo il nostro ego sulle nostre scelte, sui nostri schemi mentali e in base alla nostra personalissima visione della vita.

Ci identifichiamo nelle nostre scelte, non importa se corrette, errate, buone, cattive o non più attuali.

Le nostre decisioni e le nostre abitudini, anche quelle sbagliate, condizionano le nostre vite e scandiscono il ritmo delle nostre giornate.

Col passare del tempo, le nostre scelte ci identificano e ci qualificano, o meglio: noi siamo il risultato delle tante scelte che, nel bene o nel male, abbiamo operato nel corso della vita.

E ad esse, così “familiari” e sempre più rassicuranti, ci affezioniamo. E, infatti, le nostre scelte e abitudini dicono tutto di noi, dei nostri difetti e dei nostri pregi.

Non importa se alcune abitudini sono cattive; il demolirle e sostituirle ci causa stress e richiede uno sforzo che non sempre vogliamo affrontare.

Il cambiamento è traumatico: significa mettere in dubbio la nostra stessa identità, rinunciare alla nostra stabilità emotiva.

E’ più comodo mantenere una cattiva abitudine, perseverare in una scelta non più valida, che cambiarla con un pò sforzo.

Talvolta, pur desiderando il nostro bene, pur sapendo ciò che dovremmo fare, ripetiamo sempre le stesse azioni per pigrizia, nella convinzione di ottenere risultati differenti.

Un’ostinazione che costa cara. Al pensiero non segue sempre una corrispondente azione.

Abbandonarsi o reagire?

Quindi l’uomo ricerca il bene e rifiuta il male? O forse è più corretto dire che l’uomo cerca il benessere e rifugge dal malessere?

Anche ciò che ci fa male, se ripetuto nel tempo, diventa routine e nostra identità.

Spesso pur distinguendo ciò che è male da ciò che è bene, preferiamo rifugiarci, per inerzia, nella più rassicurante ignoranza.

Ok riconosciamo che questo atteggiamento, per quanto comodo nell’immediato, non solo è inutile ma è addirittura controproducente. Tuttavia l’idea di avventurarci in nuovi sentieri, ci affligge e spaventa.

Cambiare un’abitudine, adattarsi al nuovo, comporta uno sforzo, un’azione opposta e contraria, inizialmente non agevole.

Ripetiamo sempre le stesse azioni nella speranza di ottenere risultati differenti.

La ricerca della felicità nella società liquida.

Imprenditori, professionisti, lavoratori autonomi, devono costantemente confrontarsi ed adattarsi ad una realtà in continuo cambiamento.

In un’epoca che corre veloce, bisogna stare al passo coi tempi cercando di superare inutili prese di posizione e rigidi schemi mentali, spesso inadeguati e non più attuali.

In una società liquida e mutevole come quella attuale, i vecchi schemi organizzativi sono inaffidabili e fallimentari.

E’ opportuno, quindi, sottoporre a stress periodico le proprie convinzioni guardandosi intorno e cercando di “rubare” da chi è più bravo di noi strumenti e metodi di buona gestione ed organizzazione.

Avvomarketing e propositi per l’anno professionale 2020.

Di seguito i buoni propositi per l’anno 2020 (twenty-twenty) nella consapevolezza che non tutti gli obiettivi prefissati per l’anno in corso sono stati raggiunti. Altri obiettivi sono stati invece raggiunti e necessitano di ulteriore sviluppo e perfezionamento.

Organizzazione di studio e Avvomarketing:

  • costante monitoraggio dei flussi di cassa (cashflow operativo) – oggi: 4/12; obiettivo: 8/12;
  • previsione accantonamenti su spese e tributi – oggi: 8/12; obiettivo: 10/12;
  • specializzazione orizzontale/verticale;
  • maggiore spazio a consulenza e attività stragiudiziale – oggi: 2/12; obiettivo: 4/12;
  • informatizzazione agenda e fascicoli di studio – oggi: 8/12; obiettivo: 9/12;
  • automazione operazioni di difficoltà bassa/media – oggi: 3/12; obiettivo: 4/12;
  • migliore organizzazione di studio – oggi: 4/12; obiettivo: 6/12;
  • maggiore chiarezza nella delega di operazioni di difficoltà bassa/media – oggi: 0/12; obiettivo: 2/12;
  • avvomarketing: individuazione di identità differenziante – oggi: 2/12; obiettivo: 6/12;
  • blog, newsletter e canali social: piano editoriale strutturato – oggi: 2/12; obiettivo: 6/12;

Rapporti con la concorrenza:

  • analisi dei principali concorrenti;
  • individuazione di un’identità differenziante;
  • promozione di rapporti di collaborazione;
  • pianificazione di strategie di rete.

Rapporti con clientela “virtuosa”:

  • sollecito pagamenti e monitoraggio flussi in entrata;
  • promozione del concetto di “valore del lavoro”;
  • attività di (in)formazione e consulenza;
  • cura e mantenimento del rapporto fiduciario.

Ingresso di nuova clientela”virtuosa”:

  • verifica ed analisi delle esigenze di mercato;
  • offerta di servizi specifici (specializzazione orizzontale/verticale)
  • (in)formazione rivolta a contatti profilati;
  • costruzione di rapporto di fiducia e suo mantenimento;
  • gestione pagamenti (acconti e saldo);
  • offerta di servizi legali di livello medio/alto.

Rapporti con clienti “problematici”:

  • corretta gestione dei pagamenti (acconti e saldo);
  • attività di (in)formazione;
  • recupero del rapporto; altrimenti avvio a conclusione.
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Conclusioni e riflessioni finali.

In particolare, anche per l’anno 2020, si conferma l’attenzione alla gestione dei flussi di cassa (flusso di cassa operativo) per garantire maggiore continuità alle entrate mensili e all’accantonamento di somme per tributi, previdenza e imprevisti.

Vanno rivisti e reimpostati i rapporti con la clientela, per una corretta gestione dei flussi in entrata, con la periodica riscossione di acconti per tutta la durata dell’incarico.

Maggiori energie e risorse per le attività di avvomarketing e infotainment, finalizzate all’intercettazione di contatti caldi e potenziale clientela.

Allo stesso modo, va incentivata la cooperazione con altri professionisti al fine di creare nuove sinergie e occasioni di confronto e collaborazione professionale.

Con il passare degli anni s’impone sempre più la consapevolezza che il nostro agire è condizionato non solo dai nostri desideri e limiti, ma anche dai professionisti, dalla clientela e dalle persone di cui ci circondiamo quotidianamente.

E’ quindi utile ed opportuno confrontarsi con realtà professionali in fermento e al passo coi tempi. Allo stesso modo, si rende necessario selezionare e profilare la clientela tipo e il lavoro di studio.

La ricerca della felicità impone scelte chiare e precise. Piccole rinunce, impegno e disciplina.

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